Presentazione
Durata
14 Novembre 2025
Descrizione del progetto
Venerdì 14 novembre i ragazzi di Seconda hanno partecipato ad un incontro davvero speciale presso l’Auditorium “Gianni Molinaroli” della scuola primaria e l’Auditorium della biblioteca comunale di Belfiore, dove hanno conosciuto il comitato e progetto “My Story”, promosso dal gruppo giovani dell’AID – Associazione Italiana Dislessia.
Le protagoniste dell’incontro sono state Rebecca e Gaia, affiancate da Vanessa Zampieri ed Eva Cacciatori, presidente della sezione AID di Verona. Fin da subito Vanessa ed Eva hanno chiarito un punto importante: non sono tecnici, psicologi o pedagogiste, ma portatrici di un valore forse ancora più prezioso, la loro testimonianza diretta di ragazze con dislessia.
È proprio dal racconto di esperienze personali, difficoltà, inciampi e successi che nasce “My Story”: un progetto costruito da giovani con DSA per altri giovani, affinché possano conoscersi meglio, riconoscersi nelle parole degli altri e scoprire che il disturbo specifico dell’apprendimento non è un limite, ma una caratteristica. Le relatrici ricordano che la dislessia è una delle quattro principali tipologie di DSA, insieme a disortografia, disgrafia e discalculia. E un dato colpisce i ragazzi: in Italia, il 5,6% della popolazione scolastica presenta un DSA.
Vanessa coinvolge subito gli studenti con due attività pratiche. Prima propone una simulazione di lettura “con dislessia”, fatta interpretare da due ragazze della classe per mostrare in modo concreto quanto possa essere faticoso e frustrante decifrare un testo. Poi passa a una prova di dettato “al contrario”: scrivere usando la mano non dominante. Un esperimento semplice, ma potentissimo, che permette ai ragazzi di sentire sulla propria pelle quanta concentrazione, fatica e attenzione servano per svolgere attività per altri naturali.
Si parla poi degli strumenti compensativi, del loro ruolo fondamentale e di quanto possano liberare le energie dello studente, permettendogli di concentrarsi sul pensiero invece che sulle difficoltà tecniche della scrittura o della lettura. Mappe concettuali, modalità di studio personalizzate, interrogazioni orali, strategie organizzative: tutto diventa più chiaro quando viene mostrato attraverso esempi reali.
Infine, un momento che cattura tutti: Vanessa ed Eva ricordano che nella storia moltissime persone geniali avevano un DSA. E per sottolineare il valore dell’unicità, condividono una celebre frase attribuita ad Albert Einstein:
“Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, passerà tutta la vita a credersi stupido.”
A chiudere l’incontro, un’immagine ironica e potentissima del Teatro Officina di Milano:
“La dislessia è come avere la vasca da bagno in soggiorno.”
Non è un errore, non è un difetto: è semplicemente un modo diverso di strutturare lo spazio. Basta imparare a viverci dentro.
Obiettivi
1. Sensibilizzazione e consapevolezza
Favorire negli studenti una maggiore comprensione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, superando stereotipi e fraintendimenti grazie alle testimonianze dirette delle relatrici.
2. Sviluppo dell’empatia
Aiutare i ragazzi a mettersi nei panni dei coetanei con DSA attraverso attività pratiche (simulazioni di lettura, dettato con la mano non dominante), per cogliere le fatiche quotidiane e valorizzare la diversità.
3. Conoscenza degli strumenti di supporto
Presentare agli studenti gli strumenti compensativi e le strategie di studio più efficaci, affinché comprendano l’importanza di percorsi personalizzati e del ruolo fondamentale dei docenti nel sostegno all’apprendimento.
In collaborazione con
AID - Associazione Italiana Dislessia
Partecipanti
Alunni delle classi seconde delle scuole secondarie di I grado di Caldiero e di Belfiore
Risultati
La mattinata si conclude così, con gli studenti più consapevoli, più attenti e – speriamo – un po’ più gentili verso sé stessi e verso gli altri. Un incontro che non si limita a informare, ma aiuta a guardare il mondo con uno sguardo nuovo: uno sguardo capace di riconosce e valorizzare ciò che rende ognuno unico.
